La rivincita della scienza contro la scenza.

14 febbraio 2010

E’ gennaio (non ora, è un passato presentizzato, ignoranti), sono sdraiato sul mio letto ormai riscaldato dal mio bollore fisico, la mia mente si dimena tra gli impegni del giorno dopo, i miei occhi seguono le traiettorie riflesse dei miei percorsi mentali, quando ad un tratto la mia attenzione si focalizza su qualcosa. Avete presente quando vi trovate a cortei dell’”Associazione Nazionale Sofferenti di Eiaculazione Precoce” e tra la folla riconoscete il volto di una persona che però si trova da tutt’altra parte? Ecco, la sensazione è quella. Strizzo gli occhi bisbigliando: “Ma che caz…”, avvicinando la testa a quel punto nel soffitto, come l’obiettivo telescopico di una fotocamera, o come E.T.. Un oggetto volante non ancora identificato, un UFFO.

Uffa,un UFFO!


E’ gennaio (rimanete comunque ignoranti come zappe), fuori ci sono -12 gradi, il torrente vicino casa mia è ghiacciato, le pozzanghere sono ghiacciate, l’acqua dei sottovasi è altrettanto ghiacciata, pure il camion della nettezza urbana s’è ibernato scaricando un bidone, ragion per cui è matematicamente impossibile che quel punto in rilievo sul soffitto sia quel che temo.

“Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica Aeronautica, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare.”
(Igor Sikorsky)

E no, caro Tim, non puoi volare neanche se ti travesti da calabrone. Che adorabile pustola.


Il signor Sikorsky di cui sopra, al mio posto, avrebbe scritto: “Secondo la logica, le uova di zanzara non si possono schiudere nel ghiaccio. E se anche potessero farlo, non sono munite di motosega con cui tagliare il ghiaccio una volta uscite dai loro inutili gusci. E se anche uscissero, congelerebbero dopo avere sporto la punta di quell’odiosa proboscide. Ma le zanzare questo non lo sanno e perciò escono dove e quando vogliono, e senza chiedere il permesso.”

Perfetto. Dopo un’attenta autopsia su quel grumo di sangue e zampette vibranti che mi ritrovo tra le mie mani soddisfatte, sono abbastanza sicuro di poter affermare che quella ERA (asd asd asd) una zanzara. Mi rassegno al fatto che per le zanzare non esistono più le stagioni, ed a quanto pare nemmeno le mezze stagioni. Una quattro stagioni è completamente fuori discorso. Ma oggi una notizia al TG ha squarciato una voragine di speranza nel mio cuoricino sempre disturbato nel sonno.

Bruce Banner, qualche istante prima di divenire Hulk.


Il laser antizanzare. Che è come il laser creato appositamente per accecare i giocatori di calcio, solo che questo si può usare sulle zanzare anche quando non giocano a calcio. Rivedendo (l’ho già rivisto 256 volte,oggi) il filmato della zanzara colpita da questo raggio fotonico, che perde un’ala, poi un’altra, poi cade, poi grida “May Day”, poi si spetascia al suolo…beh, ammetto di essermi eccitato. Prova a volare ora senza ali, spregevole essere insulsamente schifoso. Magari chiedi al tuo amico calabrone come fare.

Non importa quanto costeranno, non importa quanto saranno grandi, non mi importa nemmeno il tessuto di cui saranno ricoperti. Ne comprerò 3: uno lo lascerò a casa, uno lo porterò sempre in giro e uno me lo sposerò. E spero con tutto il cuore che si possa disattivare la mira automatica, così da poter brandire questo laser come una spada laser e gridare ad ogni zanzara decapitata: “Zanzara, io sono tuo padre.”… Gagliardo….

Un simpatico testa di casco.



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